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Gambe e caviglie gonfie: quando è il cuore a causarle

Caviglia e piede gonfio, possibile edema da valutare
Scritto il . Pubblicato nella categoria Blog.

Te ne accorgi la sera, quando ti togli le scarpe e il segno del calzino resta stampato sulla pelle. Le caviglie sembrano più larghe, le gambe pesanti, le dita un po' gonfie. Nella maggior parte dei casi dietro le gambe e caviglie gonfie c'è una causa del tutto benigna, ma a volte questo gonfiore, in termine medico edema, è il primo segnale che il cuore sta facendo più fatica del dovuto. Capire da dove arriva è il primo passo per stare tranquilli, e non sempre serve preoccuparsi.

La cosa più utile, prima ancora di allarmarsi, è imparare a distinguere il gonfiore innocuo da quello che merita una visita.

Perché si gonfiano le gambe e le caviglie

Il gonfiore agli arti inferiori nasce quasi sempre da un accumulo di liquidi nei tessuti, quello che in medicina si chiama edema periferico. Immagina la circolazione come un sistema di tubi e pompe: il sangue arriva ai piedi con facilità, spinto anche dalla gravità, ma per risalire verso il cuore ha bisogno di una spinta attiva. Quando questa risalita rallenta, una parte di liquido filtra fuori dai vasi e si raccoglie nei tessuti.

È il motivo per cui il gonfiore tende a comparire o a peggiorare a fine giornata, dopo molte ore in piedi o seduti, e spesso si riduce dopo una notte sdraiati, quando le gambe tornano allo stesso livello del cuore. Un piede gonfio dopo un volo lungo, una giornata di caldo o una camminata interminabile rientra in questa normalità.

Il quadro cambia quando il gonfiore diventa persistente, riguarda entrambe le gambe in modo simmetrico, non si risolve con il riposo notturno o si accompagna ad altri disturbi. In questi casi vale la pena capire se il problema è solo locale, oppure se a monte c'è un organo che lavora male, e il cuore è uno dei principali indiziati.

Quando il gonfiore è un sintomo di scompenso cardiaco

Quando il cuore perde efficienza nel pompare il sangue, la circolazione rallenta e i liquidi ristagnano nei distretti più bassi del corpo. È il meccanismo alla base dell'edema da insufficienza cardiaca, la condizione che viene chiamata anche scompenso cardiaco. Il cuore continua a battere, ma come un motore che gira un po' sotto giri: fa il suo lavoro, solo con più fatica e meno resa.

L'edema di origine cardiaca ha caratteristiche piuttosto riconoscibili. È quasi sempre bilaterale e simmetrico, peggiora la sera, e premendo con un dito lascia un'impronta che impiega qualche secondo a riempirsi. La cosa importante, però, è che raramente è un sintomo isolato: tra i sintomi dello scompenso cardiaco il gonfiore arriva in compagnia di altri segnali che riguardano soprattutto il respiro e l'energia.

Vale la pena prestare attenzione quando, insieme alle caviglie gonfie, compaiono il fiato corto sotto sforzo o da sdraiati, una stanchezza nuova e sproporzionata, il bisogno di alzarsi spesso di notte per urinare, oppure un aumento di peso rapido di qualche chilo in pochi giorni, che è acqua trattenuta, non grasso.

Quando il sospetto è cardiaco, oggi abbiamo strumenti rapidi per chiarirlo. Oltre all'elettrocardiogramma e all'ecocardiogramma, esiste un esame del sangue chiamato NT-proBNP, un valore che si alza quando il cuore è sotto stress: un risultato nella norma rende lo scompenso molto improbabile, mentre un valore elevato indica che vale la pena approfondire. E' un esame che si fa in 10 minuti in ambulatorio tramite il sangue capillare cioè una goccia di sangue ottenuta pungendo il dito come per il controllo della glicemia.
La gravità dello scompenso, inoltre, si descrive con le classi NYHA, una scala che misura quanta attività fisica si riesce a fare senza affanno.

Cuore, vene o altro? Come capire l'origine del gonfiore

Il gonfiore alle gambe più comune in assoluto non nasce dal cuore ma dalle vene. Nell'insufficienza venosa le valvole che dovrebbero spingere il sangue verso l'alto si indeboliscono, il sangue ristagna e i liquidi filtrano nei tessuti. È un problema serio ma diverso, e di solito si presenta in modo differente da quello cardiaco.

Distinguere le varie origini non è banale, perché molti segni si somigliano. La tabella seguente raccoglie le differenze più tipiche e aiuta a orientarsi, ma resta uno strumento di lettura: la distinzione vera spetta al medico, non all'autodiagnosi.

Causa del gonfiore Come si presenta di solito Segnale che orienta
Scompenso cardiaco Entrambe le gambe, peggiora la sera, lascia l'impronta Fiato corto, stanchezza, peso in aumento
Insufficienza venosa Spesso una gamba, vene varicose visibili Pesantezza, crampi, pelle scura alle caviglie
Problema renale Gonfiore diffuso, anche al viso e al mattino Urine schiumose, pressione alta
Problema epatico Gambe e pancia (ascite) Colorito giallastro, affaticamento
Linfedema Spesso un arto, coinvolge anche le dita del piede Pelle dura, non lascia l'impronta
Farmaci Comparsa dopo un nuovo medicinale Calcio-antagonisti, cortisone, antinfiammatori
Caldo e stazione eretta Entrambe le caviglie, di sera, in estate Si risolve con riposo e gambe sollevate
Gravidanza Caviglie e piedi, nei mesi finali Gonfiore atteso, da controllare se brusco

Il test del dito: l'edema che lascia l'impronta

Un'osservazione semplice che ripeto spesso ai pazienti è la digitopressione: premi con un dito per qualche secondo sulla zona gonfia, di solito sopra la caviglia o sullo stinco, dove sotto c'è l'osso, poi rilascia e guarda cosa succede alla pelle.

Se rimane una fossetta che impiega qualche secondo a sparire, si parla di edema improntabile, cioè con fovea, tipico delle cause cardiache, renali o epatiche. Se invece la pelle torna subito liscia e compatta, l'origine è più spesso linfatica. È un indizio utile, niente di più: serve a raccontare meglio il problema al medico, non a sostituire una diagnosi.

Caviglie gonfie: i rimedi che funzionano davvero

In attesa di capire la causa, alcune abitudini riducono il gonfiore senza alcun rischio e valgono come rimedi per le caviglie gonfie qualunque sia l'origine. Tenere le gambe sollevate sopra il livello del cuore per qualche minuto più volte al giorno aiuta il ritorno del sangue. Camminare con regolarità mette in funzione la pompa muscolare del polpaccio, che spinge il sangue verso l'alto meglio di qualsiasi farmaco.

Le calze a compressione graduata sono spesso molto efficaci, soprattutto per chi sta tante ore in piedi, mentre limitare il sale a tavola riduce la quantità di acqua che il corpo trattiene. La riduzione del sodio è particolarmente utile quando c'è una componente cardiaca, perché il sale e l'acqua viaggiano insieme.

Un punto su cui insisto: i diuretici, i farmaci che fanno eliminare i liquidi, vanno presi solo se prescritti dal medico. Usati di propria iniziativa possono disidratare, far scendere troppo la pressione e alterare i sali minerali, peggiorando la situazione invece di risolverla. In estate questo vale doppio, perché il caldo abbassa già di suo la pressione, come spieghiamo nella guida sulla pressione bassa, sintomi, cause e rimedi in estate.

Quando preoccuparsi e prenotare una visita

La maggior parte dei gonfiori non è un'emergenza, ma alcune combinazioni vanno valutate senza attese. Il gonfiore che compare insieme a fiato corto, dolore al petto o battito irregolare non va mai rimandato, perché in quel caso il cuore sta chiedendo aiuto in modo chiaro.

Lo stesso vale se il gonfiore è improvviso e riguarda una sola gamba, calda e dolente, perché può essere una trombosi, oppure se al gonfiore si associano palpitazioni: del battito che salta abbiamo parlato nell'approfondimento sulle extrasistole, mentre tra le cause valvolari che con il tempo possono affaticare il cuore rientra il prolasso della valvola mitrale.

In tutti questi casi una visita con elettrocardiogramma ed ecocardiogramma chiarisce rapidamente il quadro, e quando serve si aggiunge un Holter pressorio per seguire la pressione nelle 24 ore. È il lavoro che fa ogni giorno il cardiologo: separare ciò che richiede cura da ciò che permette di vivere sereni.

Se convivi da tempo con gambe e caviglie gonfie, l'obiettivo non è spaventarti, ma toglierti il dubbio. Nella grande maggioranza dei casi il risultato della visita è una buona notizia, e anche quando emerge qualcosa, riconoscerlo presto è esattamente ciò che permette di affrontarlo con calma.

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Articolo revisionato da Dr. Vincenzo Cucci, Cardiologo interventista — CardioLab Martina Franca

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